Recupero crediti commerciali esteri: le differenze nella concessione di credito B2B

La principale forma di finanziamento per le imprese, ancor prima degli Istituti di Credito, è senza ombra di dubbio il credito commerciale, il quale viene utilizzato nel mercato B2B come strumento di flessibilità indispensabile per la liquidità aziendale e di conseguenza l’operatività. A livello europeo le abitudini di pagamento e di gestione delle partnership commerciali cambiano a seconda della cultura e delle necessità di ogni Paese e di conseguenza anche i rapporti all’interno del proprio mercato domestico o, nel caso di esportazioni, all’interno del Continente.

La prima differenza è proprio nell’utilizzo dello strumento del credito commerciale che cambia a seconda del paese con una disomogeneità a livello territoriale. Il paese con la percentuale di crediti concessi sul totale delle vendite è la Danimarca con il 56,2%, seguita dalla Grecia con il 53,4% e dalla Svezia con il 47,5%. Dall’altra parte i paesi con la percentuale minore di apertura alla concessione di credito commerciale sono invece la Germania, con una percentuale del 25%, la Svizzera (25,4%) e l’Austria (27,2%). La media europea si attesta invece al 37,4 % di vendite a credito rispetto al totale. Cambiano poi le percentuali a seconda del settore e della tipologia di mercato con il settore del commercio che vede una percentuale di credito del 46,9% nelle transazioni nel proprio mercato contro il 30,8% nelle esportazioni. Forbice leggermente più bassa e diversi dati per il settore dei servizi che passa dal 37,4% al 29,1% a seconda del mercato.

Cambiano anche i giorni medi di pagamento concessi a seconda del paese con la Grecia che fa registrare la media più alta con 52 giorni di dilazione; seguono Spagna e Italia con rispettivamente 45 e 44 giorni medi. Anche dal punto di vista delle dilazioni è ancora la Germania ad occupare la prima posizione con 22 giorni, seguita dai 24 giorni di Danimarca e Gran Bretagna. Un dato interessante e significativo per capire la situazione del mercato del credito italiano è la percentuale di crediti concessi, con una dilazione sopra i 90 giorni che per l’Italia arriva al 12,6%, come per la Grecia; per capire questo dato è sufficiente leggere il dato della terza posizione, ricoperta dalla Spagna, con solo il 4,2%.

Ma qual è il rischio di credito negli altri paesi europei? Un primo dato utile per capire come i paesi gestiscano i propri crediti di fornitura è la percentuale di fatture scadute sul totale dei crediti concessi. Al primo posto sulle transazioni nel proprio mercato nazionale è la Grecia che fa registrare il valore più alto con il 50,6%, il Belgio con 46,6% ed al terzo gradino l’Italia con il 45,7%. Parallelamente la percentuale di crediti considerati irrecuperabili sul totale dei crediti vede ancora una volta la Grecia al primo posto con il 2,8%, seguita dalla Danimarca all’1,8% e da Italia, Spagna e Gran Bretagna al 1,5%. A livello di settore è quello del Commercio (ingrosso e dettaglio) che fa registrare la percentuale più alta di scaduti con il 46,1%, mentre dal punto di vista della dimensione aziendale sono le PMI ad avere mediamente il maggior numero di past due con il 43,3% sul totale (Fonte: Payment Practices Barometer 2018 – Atradius).

Partendo da questi dati è facile intuire come il rischio di credito sia presente in tutti i paesi, anche quelli che nell’opinione pubblica sono considerati i più virtuosi. In un paese come l’Italia che fa delle esportazioni un’arma strategica per la crescita delle imprese, grazie all’elevato valore percepito del Made in Italy, il recupero crediti commerciali esteri diventa quindi uno strumento importante per la gestione del credito aziendale e rivolgersi ad una società specializzata sul territorio nazionale per gestire sia le pratiche domestiche che quelle internazionali è sicuramente un valore aggiunto. Grazie ad una rete di collaboratori sul continente europeo le società di recupero crediti con una determinata struttura sono infatti in grado di gestire in toto tutte le posizioni, compresi i crediti insoluti verso aziende estere, che per alcune imprese costituiscono la principale fonte di ricavo.

Approfondisci il sistema di recupero crediti esteri di One.

Bollette non pagate? Ecco cosa succede a partire dal 1° marzo 2018

Interessanti tutele a favore dei consumatori del mercato energetico sono previste dalla Legge di Bilancio 2018 pubblicata a fine dicembre 2017, nello specifico, il comma 4 della Legge prevede infatti un taglio dei termini di prescrizione per le bollette non pagate, le quali dovranno essere riscosse entro due anni, e non più entro i cinque previsti precedentemente.

Accade frequentemente che le fatture di gas e di luce con importi elevati vengano recapitati dopo diversi mesi, a volte addirittura anni addietro rispetto alla data d’imputazione del consumo effettivo; Le cifre ingenti indicate possono essere dovute all’inadempimento della società di distribuzione, del fornitore o in ultimo del cliente finale stesso.
Le responsabilità del distributore di energia, ossia del soggetto che installa il contatore, sono imputabili allo stesso unicamente nel momento in cui non vengano svolte le dovute  periodiche attività di lettura dei consumi e manutenzione. A dimostrazione che le suddette attività siano state quanto meno “tentate” si deve comprovare il tentativo dell’intervento sul contatore, poiché se il contatore si trova all’interno delle singole abitazioni o in luoghi di difficile accesso senza la presenza del proprietario o di persona da questi delegata, la responsabilità del soggetto distributore decade.  Per quanto concerne il fornitore, la responsabilità può rinvenirsi qualora non siano state emesse le bollette di consumo con la cadenza prevista dalle condizioni contrattuali.
Il cliente finale può risultare responsabile nel momento in cui, considerata l’allocazione del contatore in una posizione inaccessibile (es. all’interno dell’abitazione o in proprietà privata), non consenta, per assenza o rifiuto, l’accesso ai tecnici per eseguire la rilevazione dei consumi.
Per i conguagli riferiti ai periodi maggiori di due anni e nell’eventualità in cui l’Antitrust abbia aperto un procedimento per violazioni del codice del consumo, l’utente, previo invio di un reclamo, ha diritto a ottenere uno stop del pagamento finché non si accerti che la pretesa dell’importo presente in bolletta sia legittima. Sarà compito del distributore di energia comunicare all’utente l’avvio del procedimento nei suoi confronti e informarlo sui suoi diritti.
Fino a oggi non era prevista alcuna sospensione per il pagamento di bollette e maxi conguagli, emessi in conseguenza di pratiche giudicate scorrette dall’Antitrust, invece ora, all’esito della verifica sulla legittimità della condotta della compagnia, i consumatori avranno diritto all’indennizzo dei pagamenti effettuati a titolo d’indebito conguaglio entro tre mesi. A meno che non sia stato lo stesso utente a non comunicare, o trasmettere in modo errato i dati di consumo sulla base dei quali sono stati effettuati i calcoli della bolletta.

Le disposizioni previste dalla Legge di Bilancio hanno effetto sulle fatture con scadenza successiva a:

  • 1° marzo 2018 per il settore elettrico;
  • 1° gennaio 2019 per il settore del gas;
  • 1° gennaio 2020 per il settore idrico;

Entro il primo gennaio del 2020 si prevede inoltre che tutti gli utenti possano accedere gratuitamente ai dati riguardanti i propri consumi tramite il Sistema Informativo Integrato (SII), una banca dati istituita già nel 2010 per la gestione dei flussi informativi relativi ai mercati dell’energia elettrica e del gas.

One in rete

One in rete
One Srl si conferma Società al passo con i tempi, in continua evoluzione, attenta alla tecnologia e ai nuovi metodi di comunicazione.  Lo scambio e la condivisione di informazioni è infatti di fondamentale importanza, ed in quest’ottica One è lieta di presentare le due nuove sezioni del suo sito web: Convenzioni e News.
Nella sezione Convenzioni al momento sono già presenti le numerose partnership sottoscritte negli anni con le diverse realtà: l’Associazione Nazionale Commercialisti, la Confederazione Nazionale Artigiani di Treviso, l’Unione Piccoli Artigiani di Verona, l’Unindustria di Treviso, il Gruppo WeDo, l’Associazione Nazionale Commercialisti, la Confindustria e la Confartigianato di Belluno.
Le convenzioni sono destinate ad aumentare nel tempo giacché uno degli obiettivi di One, in collaborazione con Abbrevia, ed il gruppo Tutela Credito nel suo insieme, è creare delle sinergie importanti con diverse categorie e settori. A dimostrazione di questa volontà di ampliamento verso nuove categorie e forme di collaborazione, proprio in questi giorni si sta definendo un’importante convenzione, la quale verrà presentata, al momento della sua ufficialità, sul sito e sui canali Social di One.
La sezione news, novità del 2018, verrà arricchita con aggiornamenti legati allo sviluppo del mercato del Credito, in ottica di condivisione di aggiornamenti e novità con le varie figure che ne fanno parte dai Credit Manager, agli Avvocati e Commercialisti, fino ovviamente alle Imprese ed i suoi imprenditori che quotidianamente s’interfacciano e cercano di risolvere nel migliore dei modi situazioni d’insolvenza. Uno spazio dedicato quindi a notizie e curiosità che concernono l’ampia gamma di settori con la quale One si trova  quotidianamente a tessere relazioni di valore.
La diffusione delle news avverrà contemporaneamente anche sulle pagine nei Social Network di One quali: Linkedin, Facebook e Twitter. I social media diventano inoltre valido strumento di customer care h24 in quanto viene garantito un riscontro immediato e diretto da parte delle risorse che gestiscono le pagine.
One riconosce quindi che comunicare attraverso la rete è ormai di vitale importanza in quanto permette uno scambio di conoscenze e opinioni con tutti gli utenti e un consequenziale miglioramento dei servizi offerti.