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Quando procedere al recupero di un credito e gli interessi di mora a favore del Creditore

Entro quanto tempo il Creditore, sia esso una persona fisica o giuridica, si mette in azione per recuperare un credito verso il proprio Debitore? La logica potrebbe far pensare che tutto sia abbastanza consequenziale per cui dal momento in cui questo credito diventa scaduto il Creditore inizia almeno a sollecitare il debitore per ottenere quanto gli spetta. I dati relativi alle società di Recupero Crediti parlano invece di tempistiche di reazione che variano a seconda del settore di appartenenza del Creditore, con i tempi più rapidi per Banche, Finanziarie, Utilities e Telco, che iniziano il proprio recupero dopo circa 30/60 giorni dalla scadenza della fattura. Diversi i tempi per le aziende commerciali che riescono ad attivarsi, fatti salvi i casi di best practice, tra i 90 ed i 120 giorni nei migliori dei casi e che arrivano spesso a più di 300 giorni. Fuori da questi conteggi tutti quei crediti in capo a persone fisiche sulle quali non esistono delle stime effettive delle tempistiche di reazione.

Ma entro quanto tempo è possibile agire con il recupero crediti? Anche per questa tipologia di inadempienze esiste infatti il cosiddetto termine di prescrizione che libera il debitore da ogni vincolo con il creditore. In linea generale i titoli di credito si prescrivono allo scadere dei 10 anni dal momento di stipula del contratto al quale il credito è correlato, anche se esistono delle casistiche che differenziano il termine effettivo di prescrizione. Si prescrivono quindi in 5 anni  i crediti previdenziali, le somme dovute a titolo di affitto per la locazione di immobili, i crediti a risarcimento del danno (tranne che per danno derivante da un contratto classico che tiene quindi i 10 anni come scadenza), i crediti derivanti dalla cessazione del rapporto di lavoro e gli interessi. Diventano 3 anni invece per i crediti dei lavoratori per contratti maggiori di un mese e 2 anni per i crediti derivanti da sinistri stradali (eccetto quelli comprensivi di lesioni personali)  e che derivano da contratti di assicurazione. Infine si prescrivono in un solo anno i crediti che derivano da contratti di spedizione, trasporto (se il trasporto inizia fuori dall’UE la prescrizione è di 18 mesi), le rate dei premi assicurativi, i crediti dei commercianti per la merce venduta a soggetti che non sono a loro volta commercianti ed i crediti del mediatore per la provvigione.

Parlando di tempistiche è importante definire anche quale sia il diritto del creditore in termini di interessi di mora e quali siano le modalità di calcolo. Per quanto riguarda le transazioni commerciali l’art. 2 del D.Lgs n. 231 del 2002 prevede nello specifico che l’interesse di mora sia determinato prendendo come base di riferimento il tasso di interesse applicato dalla BCE alle sue più recenti operazioni di rifinanziamento principali maggiorato di otto punti percentuali. E’ importante poi sottolineare che il creditore ha diritto di richiedere al debitore anche le somme che si sono rese necessarie per il recupero del credito medesimo, ragion per cui è sempre necessario specificare la distinzione tra capitale, interessi di mora ed appunto spese sostenute per il recupero del credito.

E’ chiaro come, a prescindere dai termini di prescrizione e dagli interessi di mora, non è pensabile, se si vogliono avere delle performance di recupero del credito accettabili, di muoversi nella fase stragiudiziale con  tempistiche anche lontanamente vicine ai termini di prescrizione. La possibilità di recuperare un credito, sia stragiudizialmente che giudizialmente, è infatti inversamente proporzionale all’anzianità del credito, intesa come numero di giorni dalla data di scadenza della fattura. Iniziare un’attività di sollecito interna dopo i primi 30 giorni dalla data di scadenza probabilmente permette di individuare quei ritardi nei pagamenti non volontari, dovuti a sviste o dimenticanze da parte del Cliente; per tutto ciò che invece è a tutti gli effetti un insoluto l’attività specializzata delle società di recupero crediti è l’unica in grado di ottimizzare le risorse, esternalizzando quindi un’attività che per l’ufficio amministrativo interno sarebbe impegnativa e non fondamentale, e professionalizzando l’attività di recupero.

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