Credit Collection B2B: le procedure di recupero crediti commerciali

Gli ultimi dati disponibili sul mercato del recupero crediti in Italia sono quelli relativi al Rapporto Unirec 2018 (dati 2017) che prende in considerazione le circa 200 società di recupero associate, le quali rappresentano in termini di volume d’affari più dell’80% del mercato italiano, occupando quasi 20.000 addetti all’interno del comparto. Dal punto di vista delle pratiche affidate alle società di recupero crediti il numero totale arriva a 35.050.000 di cui 12.047.000 recuperate con successo per un valore in termini di valore economico di circa 71,5 mld di crediti affidati per un recuperato di quasi 7,5 mld.

All’interno di queste cifre rientrano però diverse tipologie di committenti e di conseguenza anche diverse categorie sia di crediti che di debitori. In riferimento ai Committenti infatti è importante considerare che Banche e Finanzarie, Utilites, Telecomunicazioni e il cluster NPLs comprendono insieme l’87% del totale delle pratiche affidate e quasi il 93% degli importi affidati. Parallelamente anche la tipologia di debitore presenta una sproporzione pendente verso la persona fisica con il 78% di crediti B2C sul totale contro il 22% relativo a crediti B2B. La prima impressione osservando questi numeri è che i crediti commerciali in essere tra due imprese (escluse quindi le precedenti categorie, le P.A. e le Assicurazioni) siano marginali in termini di pratiche gestite dalle società di recupero crediti (3,9% sul totale). Se da un punto di vista statistico ciò è vero, dal punto di vista pratico si parla sempre di circa 1,75 mld di crediti insoluti che vanno a pesare sui bilanci delle aziende italiane.

Dall’altra parte questa suddivisione sproporzionata all’interno della categoria Creditori porta ovviamente le Società di Recupero Crediti a specializzarsi sul recupero delle pratiche provenienti appunto da società finanziarie, utilities e telco e sul recupero di posizioni legate a debitori persone fisiche. Questo porta quindi di conseguenza ad una struttura del mercato che vede le società specializzate nel recupero crediti commerciali coprire una percentuale decisamente bassa (circa 10%). Nel momento in cui si affidano al recupero stragiudiziale delle fatture insolute in ambito B2B l’esperienza, da parte delle società di recupero, nella mediazione con le aziende Clienti permette al Creditore di essere tutelato e con esso anche il rapporto con l’impresa debitrice. Da tenere poi in considerazione anche il processo di recupero crediti che varia a seconda della tipologia di credito da recuperare.

Nel recupero crediti commerciali infatti l’attività si struttura in maniera più approfondita rispetto al semplice sollecito epistolare e telefonico (phone collection) andando ad implementare, per le posizioni ritenute necessari, l’attività di esazione domiciliare (home collection), seguita poi, nel caso in cui la società di recupero crediti sia in grado di svolgere sia la fase stragiudiziale che legale, da una prima diffida legale e dalla cosiddetta phone collection legale, messa in atto direttamente da un Avvocato partner che procede in un fase di mediazione più accurata. Solo le pratiche che non vengono risolte dopo questo ciclo di gestione arrivano al recupero giudiziale, previa indagine patrimoniale volta a valutare la consistenza economica del Debitore per decidere se proseguire o meno con l’attività.

Un ultimo fattore importante nella definizione del ciclo di gestione del credito in ambito B2B è infine la flessibilità e la personalizzazione dell’attività di recupero. E’ infatti chiaro come un’impresa, all’interno del proprio portafoglio crediti, possa avere crediti completamente diversi tra loro e categorizzabili per anzianità (data scadenza fattura), valore del ticket, tipo di Debitore (es. nuovo/vecchio Cliente), etc.; proprio per questa ragione è impossibile definire una modalità di gestione univoca, e nel caso questo avvenga, il risultato finale non potrà essere ottimizzato, a discapito delle performance di recupero e quindi del Creditore stesso.

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