Quanto costa recuperare un credito: le differenze tra recupero stragiudiziale e giudiziale

La gestione dei crediti insoluti, a livello teorico, passa per delle fasi predefinite che chiaramente variano a seconda della tipologia di Creditore e di Debitore. E’ infatti chiaro che il Creditore Impresa si troverà di fronte ad una percentuale più o meno elevata di fatture che per diversi fattori diventano insolute, ragion per cui dovrà instaurare una policy di credito che definisca la tipologia di gestione dei crediti e l’implementazione delle diverse fasi secondo una logica “industrializzata”, ove ciò sia possibile. Diverso è il discorso se il Creditore è una persona fisica che vanta un credito su un altro soggetto; in questo caso è possibile che questa problematica sia di tipo sporadico e sia quindi differente la modalità di approccio a quest’ultima. Altra differenziazione è invece quella della tipologia di debitore, sia esso un privato o un’impresa.

A prescindere dalla definizione dei processi di recupero crediti ciò che differenzia sostanzialmente il costo, per il Creditore, di recupero un credito è dato dalla metodologia di azione adottata tra recupero stragiudiziale e recupero giudiziale. In linea di massima per la prima tipologia i soggetti più specializzati sono le società di recupero crediti, dotate di licenza ex art. 115 del TULPS, che si adoperano per svolgere il ruolo di mediatore tra creditore e debitore in modalità bonaria e con l’obiettivo di una risoluzione concordata; per la seconda tipologia è l’Avvocato che procede ad implementare l’iter di recupero legale. Esistono chiaramente le soluzioni ibride nel caso di società di recupero crediti strutturate che sono in grado di svolgere, attraverso legali interni, anche la fase giudiziale e Studi Legali che integrano all’azione giudiziaria quella di sollecito bonario.

Nel recupero stragiudiziale i costi sono sicuramente più contenuti e possono dipendere in linea di massima dalla tipologia di Creditore in termini di numeriche di crediti affidati alla Società di Recupero di riferimento. Fondamentalmente esistono comunque due categorie di costi: il costo fisso pratica e la provvigione sul recuperato. Il primo consiste fondamentalmente in una tariffa fissa, definita in fase di trattativa con la società di recupero, che va a coprire i costi vivi sostenuti per procedere alle diverse fasi di sollecito da parte di quest’ultima. La cifra come precedentemente affermato varia a seconda di diversi fattori e può equivalere a zero in caso di particolari portafogli di crediti o per accordi commerciali specifici, ed arrivare fino ad un massimo di 100-120 euro per ogni posizione da recuperare. In questo caso il punto principale è valutare il valore del costo fisso in termini di qualità del servizio offerto e di strutturazione delle attività svolta dalla società di recupero per quella posizione affidata. Il secondo è appunto una percentuale sul credito recuperato che può oscillare tra il 7% ed il 15%, per offrire una panoramica non totalmente esaustiva del mercato ed un’idea approssimativa dei costi del recupero stragiudiziale.

Diverso è il discorso per il recupero crediti giudiziale che, oltre ad essere più dispendioso in termini di costi fissi legati agli aspetti legali e burocratici, lo è anche in termini di tempistiche di recupero. Anche in questo caso è decisamente difficile definire il costo complessivo di recupero ma è possibile individuare una serie di costi che prescindono dal Partner a cui ci si rivolge, sia esso un Legale o una società di recupero crediti che svolge anche la parte giudiziale, e che comprendono per esempio il costo del contributo unificato che va dai € 43,00 per importi inferiori ai € 1100,00 fino ai € 1686,00 per i crediti oltre i € 520.000,00 o le marche da bollo; inoltre esistono diverse fasi che prevedono poi ulteriori costi fissi, dal ricorso al decreto ingiuntivo al precetto fino al pignoramento nelle sue diverse  forme (mobiliare, immobiliare, presso terzi). In aggiunta a questi costi fissi ci sono i costi dell’attività del Legale che possono essere definiti preventivamente in maniera fissa o anche in questo caso in percentuale sul recuperato. Gli onorari degli Avvocati a loro volta possono variare a seconda dello Studio e della consulenza svolta e possono partire dai € 200,00 fino migliaia di euro  a posizione nel caso in cui si arrivi a sviluppare le varie fasi, dal decreto ingiuntivo al pignoramento.

Da questa analisi è chiaro come sia complesso anche solo definire un range di costi per entrambe le due fasi per cui nel momento della decisione, da parte del Creditore, di affidarsi ad un Partner commerciale per il recupero crediti una delle soluzioni percorribili per ottimizzare le risorse è affidarsi a società strutturate che svolgono tutta la fase di recupero crediti dal sollecito telefonico al recupero legale.

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