Il recupero crediti nel settore del vino

Il settore vinicolo è uno dei principali protagonisti del Made in Italy ed i primi mesi del 2018 confermano le ottime performance del nostro comparto in termini di esportazioni con una crescita complessiva del +18% nei primi 5 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il vino è infatti un prodotto ad alta propensione all’export con un fatturato nel 2017 di circa 11,3 miliardi di euro di cui ben 5,9 miliardi di esportazioni. In questi dati va però tenuta in considerazione la frammentazione del mercato vinicolo che è composto da una filiera strutturata e complessa.

Sono infatti orientativamente 470.000 le imprese facenti parte del comparto, suddivise poi tra aziende agricole coltivatrici di uva (66.000), industrie produttrici (2100), commercianti all’ingrosso (4.500) e per il restante (400.000) commercianti al dettaglio tra i quali rientrano tutti gli operatori del settore HoReCa. Inoltre anche all’interno della parte di filiera più a monte è interessante notare come si passi dalla grandi imprese integrate che sono presenti in tutta la fase di produzione e commercializzazione del vino alle cantine sociali che vinificano l’uva conferita dai soci, imbottigliano e commercializzano fino alle aziende vinicole di piccole dimensioni che sono autonome e operanti in mercati di nicchia.

In questo sistema complesso dal punto di vista distributivo anche la gestione del credito per le aziende vinicole che producono e/o commercializzano il vino necessita di una strutturazione importante.  E’ soprattutto per quanto riguarda la distribuzione al dettaglio infatti che aumenta il rischio per le imprese del settore di doversi scontrare con il problema dei crediti insoluti. Il canale HoReCa infatti è sicuramente uno tra i settori più a rischio credito con il 24,9% delle imprese che pagano in ritardo di oltre 30 giorni le fatture ai propri fornitori, contro il 16,9% dei commercianti all’ingrosso (Fonte Cribis).

Inoltre, considerato che ogni cattivo pagatore ha potenzialmente in media 5 posizioni debitorie verso 5 creditori differenti, e che le società finanziarie, le Utilities e le Telco sono le prime a muoversi per tentare un recupero stragiudiziale, la probabilità che i ritardi nei pagamenti più consistenti diventino effettivamente degli insoluti ed il Debitore risulti insolvente perché già “aggredito” dai soggetti precedenti aumenta decisamente. Proprio per questo motivo, come per ogni attività affidata in outsourcing, è necessario per le Imprese Vinicole affidarsi a società specializzate nel recupero stragiudiziale e nello specifico nei crediti commerciali, aventi caratteristiche completamente differenti dai crediti privati.

Inoltre l’esperienza nel settore specifico e la conoscenza della categoria di Clienti insolventi con i quali si andrà ad operare può permettere di clusterizzare i crediti a seconda delle loro caratteristiche specifiche e personalizzare l’attività di recupero secondo le esigenze di ogni tipologia di posizione. Il processo di recupero stragiudiziale è infatti composto da diverse fasi, dal sollecito epistolare all’esecuzione domiciliare fino alla diffida legale e la modalità di implementazione di queste fasi è data in gran parte, oltre che ovviamente dalla struttura della società di recupero e dalle fasi che ognuna di queste è in grado di svolgere, dalla capacità di modulare l’attività a seconda delle necessità del Cliente, in ottica di tempi e costi.

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