consulenti del lavoro credito

Consulenti del Lavoro e gestione del Credito

Il Consulente del Lavoro è sicuramente una delle figure di riferimento per il tessuto imprenditoriale italiano, composto in gran parte da imprese di piccole dimensioni, ed un Consulente fondamentale per gli Imprenditori. I Consulenti del Lavoro nella loro attività svolgono le principali mansioni legate alla gestione del personale, come buste paga e gestione della contrattualistica, ma si occupano poi trasversalmente anche di aspetti strategici e finanziari, bandi di gara ed incentivi nazionali e comunitari, solo per fare alcuni esempi.

Le potenzialità di un’impresa di poter crescere, sia dal punto di vista reddituale che da quello di dimensioni, in termini di dipendenti, vengono però smorzate dai momenti di crisi, causati da diversi fattori, interni o esterni all’impresa stessa. Alcuni fattori pur in apparenza esterni, possono trasformarsi in interni; uno dei principali fattori è infatti la scarsa liquidità, legata ai crediti insoluti vantati sui propri clienti. La concessione di dilazioni, pratica comune, nel momento in cui i ritardi nei pagamenti superano i 45 giorni, si trasformano spesso in effettivi insoluti, i quali intaccano l’operatività e la capacità di investimento delle imprese colpite.

Questa problematica, ad un primo sguardo esterna al controllo dell’impresa creditrice, diventa interna se non si attua una strategia strutturata di gestione del credito che permetta di affrontare nel  migliore dei modi il problema dei crediti insoluti. E’ proprio in questi aspetti che può entrare in gioco il Consulente del Lavoro. In un ipotetico ciclo di gestione del credito strutturato rientrano infatti diversi strumenti utili alle aziende di ogni dimensione; dall’analisi preventiva sui potenziali clienti al recupero crediti stragiudiziale e legale sui crediti già insoluti, fino alla cessione dei crediti pro-soluto.

Strettamente legato alla liquidità è certamente il Recupero Crediti stragiudiziale lo strumento più duttile e rapido per gestire le problematiche incombenti. Ulteriore strumento utilizzabile, nel caso in cui il credito fosse ritenuto definitivamente inesigibile, è la cessione dei crediti pro-soluto. Infine, dal punto di vista fiscale, l’attività di recupero crediti svolta da un’agenzia strutturata e la relativa documentazione di chiusura pratica fornita, in caso di esito negativo, permettono la messa a perdita del credito.

I Consulenti del Lavoro, grazie a questo strumento ed in ottica di promozione di una gestione del credito aziendale strutturata verso i propri clienti, sono in grado di ottenere dei vantaggi per entrambe le parti.

Il Consulente infatti, grazie all’affiancamento al Cliente in questa fase sostiene la redditività aziendale, permettendogli di affrontare al meglio i propri crediti insoluti ed ottenere le risorse per nuovi investimenti, sia produttivi/finanziari che in risorse umane, con una crescita delle attività primarie del Consulente stesso. Da non dimenticare anche la gestione dei crediti interna allo Studio di Consulenza che a sua volta necessita di una strutturazione utile alla sua stessa redditività. Da considerare infine che il circolo virtuoso che si crea con la consulenza ai propri Clienti in questi ambiti porta poi di pari passo ad un miglioramento della situazione Credito anche per i gli Studi di Consulenza stessi.

Su questi concetti e con questi obiettivi nasce la Convenzione, sottoscritta da Tutela Credito, all’interno della quale One opera per la parte relativa al recupero e la cessione dei crediti, con l’Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro .

I propositi della Convenzione sono infatti quelli di  formare i Consulenti del Lavoro nella gestione del credito, fornendo tutti gli strumenti utili nelle diverse fasi, così da permettere ai Professionisti di ampliare, con competenze teoriche e pratiche, il campo d’azione professionale verso i propri clienti e sostenerli nelle problematiche legate al Credito.

 

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Distribuzione alimentare: il recupero crediti nel canale HoReCa

Il mercato del Food and Beverage, preso nel suo complesso, è decisamente variegato e differenziato;  se si va infatti ad esplodere i diversi comparti che fanno parte del macro-settore alimentare al suo interno troviamo, a monte, i produttori agricoli e gli allevatori, per poi arrivare all’industria alimentare e quindi a tutte le aziende che producono e commercializzano alimenti e bevande; in un’ipotetica filiera semplificata troviamo poi i grossisti, i commercianti al dettaglio ed il settore HoReCa, comprendente appunto Hotel, Ristoranti e tutti gli operatori del catering (Bar, Caffetterie, Locali, etc.).

I numeri dell’industria alimentare nel 2017 sono sicuramente in crescita con 137 miliardi di euro di fatturato ed un + 3,8% sul 2016, e per il 2018 le previsioni vanno verso la soglia dei 140 miliardi. Certamente ha contribuito a questa crescita l’export che fa registrare un +6% sull’anno precedente e ben 41 miliardi di euro dai paesi esteri. Il Made in Italy resta quindi forte ma è il mercato domestico che incide maggiormente sulla redditività delle aziende del settore alimentare (Fonte: Federalimentari).

Focalizzando l’attenzione sulla produzione/distribuzione alimentare, e quindi su quelle aziende del settore Food & Beverage che non hanno un canale diretto con i consumatori ma arrivano a questi tramite intermediari, è facile intuire come per loro la crescita sia correlata a doppio filo a questi stessi intermediari. In un ipotetico portafoglio Clienti di questa tipologia di aziende la percentuale maggiore è sicuramente relativa al settore HoReCa che è composto oggi da più di 400.000 imprese, di cui addirittura circa 330.000 in forma di ditta individuale, con un fatturato annuo di circa 80 mld di euro.

Oltre ad essere la categoria B2C più numerosa del comparto alimentare, se si vanno ad analizzare i tempi di pagamento, vediamo come purtroppo risulta essere anche quella che riscontra le maggiori difficoltà all’interno del settore.  Contrapponendo infatti il settore HoReCa agli altri settori del comparto vediamo come ben il 24,9% degli operatori paghino in ritardo di oltre 30 giorni rispetto alla scadenza contro il 14% del Commercio all’ingrosso del Food ed il 16,9% del commercio all’ingrosso di Beverage; ad accompagnare in maniera negativa le imprese HoReCa è poi il Commercio al dettaglio con il 21,8% mentre nel mezzo troviamo la GDO con il 17,9% di imprese ultraritardatarie. Il trend rispetto al 2016 è però positivo con un miglioramento omogeneo in tutte le categorie, compresi Hotel, Ristoranti e Bar che chiudono con un -18,5% di imprese con ritardi gravi (Fonte Cribis, 2017).

In questo contesto economico, anche se in lenta ripresa, le problematiche di liquidità di un settore si riflettono inesorabilmente su chi nella filiera sta a monte, e per questo motivo sono proprio i produttori/distributori alimentari ad entrare in deficit di liquidità e riscontrare delle problematiche di crediti insoluti con tutto ciò che ne comporta.

Per questi motivi la gestione del credito per le imprese del settore è decisamente complessa e costituita da un mix di strumenti che va dalle analisi preventive sull’affidabilità finanziaria dei potenziali clienti all’assicurazione sui crediti, dal recupero crediti stragiudiziale e legale degli insoluti alla cessione dei crediti ormai inesigibili; il tutto diversificato e personalizzato a seconda della tipologia di partner commerciale. Nel caso del canale HoReCa, vista l’alta percentuale di micro imprese e ditte individuali e la loro maggiore rischiosità, il numero di crediti insoluti è sicuramente maggiore e anche l’assicurazione sui crediti difficilmente riesce a coprire tutti i rischi legati ad un portafoglio Clienti così variegato.

Per poter quindi gestire tutta la fase di recupero stragiudiziale del credito è necessaria una specializzazione nel recupero crediti commerciali che si concentra appunto sulle transazioni e relativi contenziosi in ambito Business-to-Business, e ancor di più una conoscenza del mercato dal punto di vista settoriale, che le società di recupero crediti specializzate acquisiscono grazie all’esperienza con grandi realtà del settore. Le competenze specifiche ovviamente necessitano di affiancarsi ad un ciclo di gestione dei crediti insoluti strutturato e personalizzabile a seconda della tipologia di credito e con attenzione particolare alla categoria di Clienti alla quale questi insoluti appartengono.

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