Cessione crediti pro-soluto: le possibilità per le PMI

In ambito credito le aziende affrontano la gestione di diverse fasi a seconda della dimensione e del livello di organizzazione interna oltre che del settore di appartenenza. A sostegno della gestione del credito delle imprese esistono diversi strumenti per ogni fase, dall’analisi preventiva e quindi la valutazione dell’affidabilità di possibili partner commerciali, alla gestione degli insoluti e quindi all’implementazione di un processo di recupero del credito.

L’ultimo tassello di un ipotetico ciclo di gestione del credito strutturato, dopo il mancato recupero dell’insoluto tramite il recupero stragiudiziale e l’inadempienza patrimoniale riscontrata attraverso il recupero legale, è quella della cessione del credito. Arrivati all’ultimo trimestre dell’anno è infatti tempo di individuare quei crediti, insoluti ormai da tempo e senza spiragli di una possibile buona riuscita del recupero interno, che possono essere ceduti a società autorizzate all’acquisto di crediti commerciali. Tra queste società dal 23 maggio 2015, entrata in vigore del Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 2 aprile 2015 n. 53, rientrano le Società di recupero crediti stragiudiziale.

Le modalità di cessione del credito sono fondamentalmente due, la cessione pro-soluto e quella pro-solvendo. La differenza tra le due varianti è quella relativa agli obblighi che il cedente ha in caso di mancato recupero del credito. Nel primo caso, con la cessione pro-soluto, il cedente trasferisce il rischio del mancato recupero al cessionario (il soggetto che acquista) che non potrà quindi rivalersi sul primo nel caso in cui il debitore ceduto non sia disponibile al risarcimento del crediti. Nel secondo caso, con la cessione pro-solvendo, il cessionario potrà sempre rivalersi sul cedente per i crediti che risulteranno inesigibili.

Partendo dal presupposto che la modalità di cessione pro-soluto offra dei vantaggi concreti alle piccole e medio imprese, è interessante approfondire la tipologia di questi vantaggi. Il primo aspetto che entra in gioco è sicuramente quello puramente economico, relativo al recupero di liquidità in quel momento immobilizzata; una volta definito il prezzo del portafoglio crediti, a seconda di diversi fattori, dall’anzianità al numero di attività di recupero svolte su di esso, la somma risultante sarà un recupero certo da inserire a bilancio. Legato a questo aspetto è sicuramente un valore in più il trasferimento del rischio al cessionario con l’annesso risparmio legato alle eventuali attività di gestione dei crediti insoluti da parte degli uffici interni.

Inoltre, come previsto dal principio contabile OIC 15, nel momento in cui un credito viene ceduto nella modalità pro-soluto questo viene iscritto nel bilancio come perdita o utile a seconda che la differenza tra prezzo di vendita del credito, suo valore nominale e fondo di svalutazione crediti dedicato sia positiva o negativa. Questa possibilità, non presente nella cessione pro-solvendo dove il rischio di credito rimane in capo al cedente, permette oltre al recupero della liquidità anche una “pulizia” del bilancio che porta a vantaggi anche dal punto di vista delle minor imposte sul reddito non effettivamente conseguito.

Dal punto di vista del rapporto con il debitore ceduto, questo deve essere notificato dell’avvenuto passaggio di proprietà del credito, anche se non può entrare nella fase decisionale dell’accordo tra cedente e cessionario. Proprio per questo motivo un punto da tenere in considerazione nel momento in cui si va a selezionare la Società di Recupero Crediti cessionaria è sicuramente la sua professionalità nel gestire poi i debitori ceduti; per fare ciò è sicuramente un’informazione utile la sua appartenenza ad Unirec, l’Unione delle Imprese a Tutela del Credito, e l’esperienza nel recupero crediti commerciali. Sono infatti solo il 10% delle società di recupero crediti in Italia ad occuparsi di questa categoria di crediti.

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Recupero crediti e Commercialisti: gli strumenti per il Professionista ed i suoi clienti

 

Il ruolo del commercialista nel contesto odierno è sempre più trasversale e multidisciplinare in quanto, in un tessuto imprenditoriale come quello italiano, composto per l’88% da microimprese con meno di 5 dipendenti, è proprio lui ad essere il punto di riferimento per gli Imprenditori. Le consulenze dei Commercialisti spaziano infatti dalla mera contabilità alla consulenza strategica fino al marketing ed agli aspetti finanziari legati a bandi di gara e finanziamenti, solo per fare alcuni esempi.

Quando poi un’impresa entra in difficoltà economica le cause possono essere varie, dalla crisi di un settore specifico alla mancata lungimiranza strategica fino all’entrata sul mercato di competitors aggressivi; tra le cause principali delle crisi aziendali resta comunque quella della mancanza di liquidità dovuta all’accumularsi di fatture insolute da parte dei propri clienti. Concedere dilazioni e vedere i pagamenti che si dilatano sempre più è già di per sé una forma di finanziamento che le imprese concedono ai propri clienti pur non essendo degli Istituti finanziari; se poi questi pagamenti  superano i 45 giorni di ritardo allora c’è un’altissima probabilità che il credito si trasformi in vero e proprio insoluto.

A fare le spese di questa crisi di liquidità delle aziende, oltre ovviamente ai diretti interessati, sono i fornitori e tra questi è proprio lo Studio Commercialista ad essere connesso più a filo diretto, anche dal punto di vista deontologico, con i propri assistiti.

Lo strumento del recupero crediti stragiudiziale entra quindi nel rapporto tra Commercialista e Cliente in due modalità differenti a seconda della tipologia di cliente e di credito insoluto. Nel momento in cui infatti gli insoluti abbiano raggiunto un importo ed un’anzianità elevati il ruolo delle società specializzate nel recupero crediti è, oltre alla gestione di tutte le fasi del processo di recupero (dal sollecito epistolare alla phone collection fino all’esazione domiciliare), la mediazione tra le due parti che tutela il rapporto di fiducia che si instaura tra Cliente e Consulente. Le società di recupero crediti strutturate e associate ad Unirec, sviluppano la propria attività con una particolare attenzione anche in questo caso agli aspetti deontologici e di risoluzione bonaria del contenzioso.

La seconda modalità di utilizzo dello strumento da parte dei Commercialisti è invece in ottica di promozione di una gestione del credito aziendale strutturata verso i propri clienti che permette ad entrambe le parti di ottenere dei vantaggi. Da una infatti il Consulente sostiene la redditività aziendale fornendo nuove competenze ai propri Cliente, dall’altra l’imprenditore sarà in grado di affrontare al meglio i propri crediti insoluti ed ottenere quella liquidità che da respiro all’attività commerciale di tutti i giorni oltre che aprire le porte a nuovi investimenti ed alla crescita aziendale. Ulteriore strumento utilizzabile, nel caso in cui il credito fosse ritenuto definitivamente inesigibile, è la cessione dei crediti pro-soluto. Infine, dal punto di vista fiscale, l’attività di recupero crediti da parte di un’agenzia strutturata e la relativa documentazione di chiusura pratica fornita, in caso di esito negativo, permettono la messa a perdita del credito ed il conseguente recupero dell’Iva.

E’ proprio sulla condivisione di queste competenze che si fonda la Convenzione, sottoscritta da One per la parte relativa al recupero crediti e alla cessione pro-soluto di questi, con l’Associazione Nazionale Commercialisti. L’obiettivo dell’accordo è infatti fornire agli Studi Commercialisti gli strumenti utili sia per gestire in maniera strutturata i propri flussi di credito che per fornire le competenze teoriche e pratiche al Consulente per permettergli di ampliare il suo campo d’azione con i propri clienti e sostenerli nelle problematiche legate al Credito.

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Le 7 azioni da compiere nel recupero crediti stragiudiziale

Nel 2017 sono state circa 35 milioni le pratiche affidate alle società specializzate nel recupero crediti con un importo totale che arriva a più di 71,4 miliardi di euro di crediti affidati per un ticket medio di € 2.039,00 per pratica (Fonte Unirec). Ma quali sono i vari step che le agenzie di recupero mettono in atto nella gestione delle pratiche affidate?

Facendo una distinzione inziale tra recupero crediti stragiudiziale e legale, il primo è l’attività principale che le società di recupero mettono in campo, pur non tralasciando la parte legale che comunque passa da un iter legislativo ben definito se pur con tempistiche molto variabili a seconda del Tribunale più che del lavoro di indagine svolto prima di intraprendere l’azione legale stessa.
Sul recupero stragiudiziale invece il flusso di attività può essere composto di più o meno azioni a seconda del livello di strutturazione del processo da parte di ogni Società di Recupero crediti.

Le azioni che permettono di gestire in maniera approfondita e dettagliata il recupero crediti stragiudiziale  possono essere quindi raggruppate in questa short list, declinabile poi in differenti varianti e  sviluppata dopo un’analisi del portafoglio crediti complessivo.

  1. Indagini preliminari di rintraccio sul Debitore
    Una volta ricevute le pratiche relative ai crediti da recuperare, il primo step è sicuramente quello di svolgere, ove fosse necessario, un’indagine per reperire i dati anagrafici e di residenza/domicilio del soggetto debitore per poter iniziare la prima fase vera e propria di recupero stragiudiziale.
  2. Invio lettera di sollecito
    Una volta individuato l’indirizzo di residenza attuale e verificato del soggetto si può procedere all’invio della prima lettera di sollecito con l’ufficializzazione al Debitore della necessità che il suo debito venga risarcito.
  3. Sollecito telefonico / Phone Collection
    Nel caso in cui la lettera di sollecito non abbia avuto nessun riscontro si procede al sollecito telefonico del debitore, grazie alle indagini svolte preventivamente; la phone collection ha sia l’obiettivo principale di recuperare il credito “a distanza” sia quello di reperire dati aggiornati sul soggetto ed eventualmente preparare la fase successiva di esecuzione domiciliare.
  4. Esazione domiciliare
    In questa fase il debitore viene visitato a domicilio da un Professionista qualificato che, grazie a tecniche di mediazione e capacità introspettiva, cerca di intendere le vere intenzioni del debitore, e in caso di esito positivo, procede all’esazione del debito. E’ in questa fase che esiste la possibilità di proporre dei piani di rientro o eventualmente delle opzioni cosiddette di “saldo e stralcio” per chiudere in maniera bonaria il contenzioso.
  5. Diffida Legale
    Nel momento in cui anche la fase di esazione domiciliare non sia andata a buon fine si passerà alla cosiddetta diffida legale tramite apposita lettere predisposta da un Consulente Legale con l’effettiva messa in mora del Debitore.
  6. Phone Collection Legale
    L’ultimo step di un iter strutturato di recupero crediti si conclude con una nuova azione di sollecito telefonico, questa volta svolto direttamente dallo Studio Legale Partner della Società di Recupero Crediti per mettere in atto un ulteriore tentativo di recupero stragiudiziale del credito prima di valutare la possibilità, a seconda della tipologia di credito, di procedere alla fase di recupero giudiziale diretto.
  7. Relazione di chiusura della pratica
    Al termine di tutto il processo di recupero crediti stragiudiziale la Società di Recupero predispone una relazione dettagliata di tutte le attività svolte durante la lavorazione e le motivazioni dell’esito negativo del recupero, utile ai fini fiscali in ottica di inquadramento del credito come inesigibile.

Una volta definita la lista delle azioni che possono essere compiute nella fase stragiudiziale è importante ovviamente tenere in considerazione da una parte la modalità di approccio verso il Debitore, nel rispetto della deontologia professionale, garantita in questo caso dall’iscrizione delle Società di recupero crediti ad Unirec (Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito), dall’altra dalla capacità di personalizzare in maniera accurata ogni situazione per permettere al Creditore di ottimizzare le risorse sia in termini monetari che di tempi.