Recuperare i crediti nel settore Edile

Non c’è dubbio che il settore economico più colpito in questi ultimi dieci anni di crisi e lenta ricrescita è proprio il settore edile, che ancora tarda a riprendersi, con un +0,2% globale nel 2017 composto però dal -1,5% degli investimenti in nuove abitazioni, dal + 0,2% delle opere pubbliche e da un positivo +1,5% per quanto riguarda il comparto delle ristrutturazioni, le quali rappresentano circa il 40% del mercato (Fonte ANCE).

Una delle problematiche principali del mercato edilizio è sicuramente il sistema dei pagamenti ed i ritardi ad esso connessi. Tenendo in disparte l’analisi sulla Pubblica Amministrazione che presenta una burocrazia elefantiaca e di conseguenza dei tempi di pagamento fuori dalla media, in generale il settore edile possiede una percentuale di imprese ritardatarie inferiore alla media delle imprese italiane nella sua totalità; a livello globale sono infatti il 10,7% le imprese che registrano ritardi oltre i 30 giorni contro il 9,4% dell’Edile. Da tenere però in considerazione l’eterogeneità dovuta ai diversi comparti dell’edilizia; il comparto della costruzione di edifici registra infatti un 11,2% nel primo trimestre 2018 contro un 8,6% delle imprese di “installazione” che comprendono al loro interno i vari muratori, elettricisti, idraulici, etc..

Per quanto riguarda invece la rischiosità delle aziende del settore solo il 2,6% sono considerato a rischio basso contro ben il 13,5% con un rischio basso. Il trend degli ultimi anni è comunque positivo con un crescita del 4,5% nell’ultimo anno per quanto riguarda le aziende virtuose che pagano quindi entro i tempi. E’ vero comunque che dal 2010 lo stesso settore ha visto i ritardi gravi aumentare dell’88%, con una media ad oggi di 102 giorni di DSO, cioè di tempi di dilazione dei pagamenti (Fonte Cribis).

L’analisi è sicuramente utile per capire come muoversi nella gestione del credito aziendale sia all’interno del comparto, tra appaltatori e subappaltatori più che tra installatori e costruttori. Conoscere infatti i propri partner commerciali, la rischiosità di questi, ed i loro tempi di pagamento medio è infatti un’arma importante per poi definire le modalità di approccio alla fase di recupero crediti. Definire un credito insoluto ed iniziare un’attività stragiudiziale nei tempi giusti è infatti indispensabile per poter migliorare sensibilmente le percentuali di recupero.

Spesso infatti le problematiche legate al recupero di un credito hanno come principale fonte, oltre ovviamente alla crisi del partner commerciale, l’anzianità delle pratiche al momento in cui queste vengono affidate a società di recupero crediti. La complessità della fase stragiudiziale cresce infatti proporzionalmente ai giorni di ritardo dell’insoluto. Muoversi in maniera sinergica con un partner esperto nella gestione del credito è infatti importante anche dal punto di vista della consulenza che le società di recupero crediti, attente a tutta la filiera del credito, possono offrire dal punto di vista organizzativo.

Creare infatti un sistema di gestione strutturato e affrontare le diverse fasi del recupero stragiudiziale in maniera differenziata e personalizzata per ogni tipologia di credito, a seconda dell’anzianità, del valore del ticket e del settore di appartenenza sia del creditore che del debitore, è ciò che fa la differenza tra un recupero crediti reattivo, e che quindi risponde solo alle urgenze, rispetto ad uno proattivo e che anticipa le necessità di liquidità e redditività dell’azienda stessa.

Scopri il sistema di gestione del credito implementato da One ed il portale OneGest per monitorare costantemente il portafoglio crediti e tutte le fasi di recupero in tempo reale.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *