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Il Recupero crediti commerciali: numeri, performance e strategie

Una delle principali problematiche che hanno influito sulla redditività delle aziende, di qualsiasi settore, negli anni immediatamente seguenti la grande crisi partita nel 2009, è senza ombra di dubbio quella dei crediti insoluti. Gli anni più problematici dal punto di vista della crescita sono potenzialmente superati e, se pur con un ritmo blando, le aziende che hanno superato la crisi hanno contribuito migliorando i propri termini di pagamento e soprattutto saldando i propri debiti. Ma quanti crediti insoluti le aziende italiane hanno dovuto effettivamente gestire e quanto il miglioramento della situazione economica ha influito sul mondo credito?

I dati del 2017 vedono un numero di pratiche affidate a società di Recupero Crediti di 35.050.000 con una diminuzione del 1,7 % dal 2016 ma un trend degli ultimi anni che segue la pur lieve ripresa economica con un – 13,7% rispetto al 2014. Se andiamo invece a vedere gli importi affidati vediamo che il dato risulta essere in controtendenza con un aumento dal 2014 del 27,1%. Parlando di numeri reali sono più di 71 i miliardi affidati nel 2017 con quindi una forbice tra pratiche affidate e valore monetario che continua ad allargarsi, segno di una crescita del ticket medio per ogni posizione.

Questi dati rappresentano il quadro complessivo del settore del credito, all’interno del quale è però da sottolineare la suddivisione dei crediti affidati a seconda del settore di provenienza. Come è ovvio la stragrande maggioranza dei crediti in questione è da ricollegare al settore Bancario-Finanziario con il 31% del totale delle pratiche ed il 28% degli importi, al comparto NPL (17% delle pratiche e 45% degli importi) e a quello delle Utilities & Telco che ne copre il 39% in termini di pratiche ed il 17% in termini di importi complessivi. In tutto questo il comparto dei crediti commerciali ricopre ad oggi il 3,9% del mercato del recupero crediti in termini di pratiche ed il 2,5% in termini di importi affidati alle Società di Recupero Crediti.

L’ultimo approfondimento, e forse quello più interessante, è quello relativo alle performance di recupero nel comparto dei crediti commerciali che su 1.377.000 pratiche affidate ne vede recuperate 482.000 con una performance del 35%. Leggermente diversi i dati relativi agli importi affidati che vedono le imprese commerciali, intese come tutte le imprese che producono e/o vendono beni e servizi al di fuori del settore finanziario, utilities, assicurativo e della Pubblica Amministrazione; sono infatti 1,75 miliardi gli euro affidati nel 2017 con un importo complessivo recuperato di € 437 mln ed una performance di recupero del 24,9% (Fonte VIII Rapporto Unirec).

Ma come è possibile migliorare questo dato? Tutte le società specializzate in Recupero crediti incluse nell’analisi utilizzano gli stessi metodi e lo stesso approccio al recupero crediti commerciali? La risposta è ovviamente no, in quanto ogni Società attua le proprie politiche e strategie di contatto con il Debitore seguendo delle fasi che anch’esse non sono scontate e utilizzate da ogni Agenzia. Dividendo in due le tipologie di Società di Recupero, e seguendo lo schema classico della  scelta tra due politiche di mercato, c’è chi sceglie la via del prezzo ridotto e chi quella della Qualità del servizio.

Per poter attuare una politica di prezzo è però ovvio che si debba rinunciare alla gestione strutturata delle diverse fasi di recupero ed eliminare degli step per abbattere i costi operativi, con una riduzione fisiologica delle performance di recupero.

Dall’altra parte la gestione di qualità passa per l’implementazione di una serie di pratiche e azioni che seguono un iter preciso, dalla prima fase con l’invio delle lettere di sollecito ai solleciti telefonici e quindi la cosiddetta phone collection. Fase successiva è poi la vera e propria esazione domiciliare, attuabile in maniera soddisfacente solo grazie ad una rete di esattori qualificati e dislocati sul territorio. Dopo l’esazione l’attività stragiudiziale svolta in maniera strutturata viene implementata dall’utilizzo dello strumento della diffida legale a cui fa seguito una nuova fase di phone collection, questa volta di tipo legale, con l’obiettivo di proposta di una via risolutiva prima di intraprendere le vie legali.

One opera da molti anni nel settore del recupero crediti, con una specializzazione particolare per i crediti commerciali, e da sempre sceglie la strada della qualità cercando di offrire ai propri Clienti una gestione dei loro crediti più efficace possibile grazie ad un flusso di attività complesso e personalizzabile a seconda della tipologia di posizioni affidate. Grazie all’utilizzo di un flusso complesso di attività la qualità del recupero crediti cresce esponenzialmente. Inoltre il Cliente avrà la possibilità di monitorare in autonomia a che punto della lavorazione si trovano le proprie posizioni, attraverso il portale OneGest, a dimostrazione dell’importanza che la società ripone sul Cliente e sulla necessità di valutare direttamente e costantemente la qualità di un servizio.

Sapevate che le società di recupero crediti hanno un cuore?

Metodi illegali e coercitivi vengono applicati quotidianamente da alcune società poco serie nei confronti di coloro che per situazioni contingenti, non riescono a pagare i propri debiti e ciò comporta un discredito per tutta la categoria del recupero.

A 10 anni dall’inizio della crisi finanziaria che sta attanagliando l’economia mondiale, milioni di privati, aziende ed istituzioni subiscono situazioni di disagio economico, in particolar modo per i privati questo si trasforma in profondo disagio psicologico e morale.

Chi non può pagare i debiti non é necessariamente un delinquente, ma spesso si tratta di persone in difficoltà le quali necessitano una soluzione concordata che tenga conto dello stato economico attuale e del fabbisogno delle famiglie coinvolte. Purtroppo non tutte le società di recupero hanno alla base la stessa etica professionale e alcune di queste gestiscono le pratiche di recupero senza tener conto di questi fattori.

Dal 1998 è presente in Italia un’associazione rappresentante delle agenzie di recupero crediti, denominata UNIREC, acronimo di Unione Nazionale Imprese a Tutela del Credito, la quale fa parte di CONFINDUSTRIA  ed è membro FENCA (Federazione Europea delle Associazioni Nazionali delle Imprese di Recupero Crediti). L’associazione si pone come obiettivo primario la diffusione di una cultura bilaterale del recupero crediti, ossia una cultura che comprenda la tutela delle varie parti che si vanno ad interfacciare nelle negoziazioni di recupero.

Le aziende iscritte ad UNIREC sono ad oggi 202, a tutte queste viene garantita una formazione costante affinché possano a loro volta lavorare con la massima professionalità ed eticità. Ogni associato sottoscrive un Codice di Condotta creato in concertazione dalle aziende di recupero e le associazioni di consumatori. Il Codice di Condotta in questione è stato preso come riferimento dalle autorità comunitarie europee come modello di best practice nel settore del recupero crediti.

L’approccio con il debitore, secondo deontologia UNIREC, deve essere quindi di tipo negoziale, avviene infatti di solito attraverso una telefonata, la ricezione di un avviso scritto o la visita di un agente esattivo, ma mai attraverso metodi offensivi per il debitore, ma anzi, al contrario le società di recupero devono adoperarsi al fine di trovare delle soluzioni che garantiscano il rientro della cifra in questione, ma con modalità che facilitino anche il debitore ad estinguere il debito. Il 90% delle aziende del settore ha sottoscritto il Codice di Condotta, pertanto si può sicuramente affermare che l’aurea negativa che riguarda il retaggio culturale secondo il quale le agenzie di recupero crediti sono “il male” e lavorano esclusivamente con sistemi coercitivi messi in opera da soggetti privi di scrupoli è indubbiamente molto distante dalla realtà. Le società di recupero svolgono infatti un ruolo fondamentale nell’economia, in quanto aiutano a riottenere le risorse ingiustamente mai percepite da privati e/o fornitori, grazie alle quali si evita il collasso di un economia già messa fortemente alla prova dalla crisi degli ultimi 10 anni.

Con la ripresa delle risorse da parte del creditore si riesce ad esempio ad evitare la perdita di posti di lavoro, evitare il fallimento o la crisi di aziende soggette a mancati pagamenti e cosi via dicendo. Pertanto è corretto dire che quando le società di recupero operano con professionalità ed eticità, queste svolgono un ruolo fondamentale nella società odierna da cui tutti traggono beneficio, compreso il debitore stesso.